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Renzi: La Pubblica Amministrazione non paga i suoi debiti? Sono i dipendenti a pagarne le spese,con il blocco delle assunzioni! PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Marzo 2014 00:00

Le pubbliche amministrazioni che registrano ritardi nel pagamento dei debiti superiori a 60 giorni nel Renzi2014 e 30 giorni dal 2015, non potranno procedere “ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale”, compresi i collaboratori. Sono esclusi gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Lo si legge in una bozza del d.d.l. sui debiti p.a.”

Se dovesse essere confermata questa bozza di disegno di legge (presentata nel consiglio dei ministri n. 6 del 12 marzo) c'é da rimanere a bocca aperta dalle trovate cabarettistiche di Renzi; peccato che tali colpi di genio non facciano che peggiorare in prospettiva il servizio pubblico e le condizioni lavorative dei dipendenti.
Con questo principio è come se si ritenesse responsabili i dipendenti di tutti i mali della pubblica amministrazione. Ma chi è che dirige la macchina burocratica il semplice impiegato o i politici ed i dirigenti? Chi sperpera denaro pubblico con consulenze esterne, il più delle volte superflue, i dipendenti o gli amministratori politici?

Allo stato attuale, le varie carte che vengono scoperte da questo esecutivo sul mondo del lavoro e sulla pubblica amministrazione non fanno che evidenziare una profonda volontà di precarizzare i rapporti di lavoro e di smantellare il servizio pubblico il tutto nascondendosi dietro un fumo di retorica.
Siamo al perfetto ribaltamento delle responsabilità, i debiti non vengono pagati per la cattiva gestione degli amministratori (politici) e dei dirigenti (strapagati), ma sono i dipendenti il capro espiatorio.

Non comprendiamo, o meglio lo intuiamo benissimo, come mai non si trovino altre soluzioni, in Francia ad esempio per ogni ritardo dei pagamenti viene applicato in automatico un interesse di mora.

Appare sempre più chiaro che Renzi si è realmente assunto il compito di rottamatore ma non dei privilegi della classe politica, bensì dei diritti dei lavoratori di oggi e di domani e della pubblica amministrazione.

Non possiamo sperare che siano i sindacati concertativi confederali a fermarlo né un'opposizione politica. Siamo noi lavoratori a doverci organizzare dal basso e fermarlo prima che porti a compimento i suoi piani.

Cobas Pubblico Impiego

Collettivo Prendiamo la Parola / Slai Cobas comune di Milano

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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Marzo 2014 17:26
 
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