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Tanti capi e capetti, ma chi manda avanti la barca? |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 05 Aprile 2018 17:46 |
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Una delle varie novità previste nell’ipotesi di accordo sul contratto nazionale delle Funzioni Locali è il rafforzamento delle Posizioni Organizzative. In quest’ottica vanno lette e coordinate fra loro le norme della pre-intesa che attribuiscono agli enti locali la possibilità di fissare autonomamente, proprio come accade per i dirigenti, una percentuale non inferiore al 20% delle risorse destinate alle posizioni organizzative da utilizzare per le loro indennità di risultato.  Ciò significa che gli enti locali, come richiesto nell’atto di indirizzo del Comitato di settore, hanno ora lo strumento per potenziare la componente retributiva delle posizioni organizzative legata al raggiungimento dei risultati. Altra novità su queste figure professionali è la possibilità di attribuire incarichi ad interim di altra posizione organizzativa vacante o assente a dipendenti già titolari di questa funzione, con l’attribuzione di specifica indennità aggiuntiva, cosi come già accade per i dirigenti. In sostanza assistiamo ad un evoluzione dell’area delle posizioni organizzative trasformandole in figure intermedie tra il dirigente e la struttura di riferimento, cui poter delegare funzioni dirigenziali che comprendono il potere di impegnare l’ente verso l’esterno. In tal modo diventa possibile individuare, nei regolamenti interni sull’organizzazione degli uffici e dei servizi, di figure professionali del tutto simili alla vice-dirigenza, pur non introducendola formalmente come autonoma categoria di rapporto contrattuale.
Ma è di ulteriori capetti che hanno bisogno i lavoratori? Secondo noi no! Non serve creare “nuove” figure dirigenziali di stampo clientelare, anzi dovrebbero essere ridotte di numero.
Serve assumere, in abbondanza, nuovo personale che possa affiancare una classe di lavoratori pubblici fra i più anziani d’Europa.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Aprile 2018 17:57 |