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No! Contratti Bidone!!! PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 Dicembre 2017 00:00

La genesi

Alla vigilia del referendum costituzionale del 30/11/2016, Cgil, Cisl e Uil siglarono un’intesa sui futuri contratti del PI, ipotecando in  negativo un aumento medio lordo di 85€, dal 2018, che non ci fa recuperare potere d’acquisto. Inoltre in 200 mila rischiano di perdere il bonus fiscale di 80€ e la soluzione è ancora incerta.

Ma ci sono i fondi?

Il Servizio Studi di Camera e Senato ha pubblicato un dossier contenente una sintesi della Legge di Bilancio 2018: 300 milioni € per il 2016, 900 milioni € per il 2017 e 2.850 milioni € dal 2018. Tali somme corrispondono ad incrementi retributivi pari a: 0,36 % per il 2016; 1,09 % per il 2017; 3,48 % per il 2018 (assumendo come termine di raffronto l’ammontare retributivo dato dal trattamento economico principale ed accessorio per il 2015, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale). Avremo 50 € lordi  e solo nel 2018!

Lo scaricabarile sugli altri enti

Gli pseudo aumenti restano a carico dei bilanci delle amministrazioni. Istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, lo stesso vale per la sanità, insomma tutti gli enti che non rientrano nelle amministrazioni statali devono attingere questi importi dai loro bilanci.

Quindi si mettono in competizione i rinnovi contrattuali con le assunzioni o la erogazione di servizi.

Incentivi ai comuni solo se venderanno azioni ed immobili, prosegue lo smantellamento del welfare e degli enti pubblici.

Le mani sul salario accessorio

Armonizzazione e semplificazione dei fondi del salario accessorio (a partire dalle indennità di disagio) e della produttività significano tagliare voci salariali e non cumularle. Invece della 14 mensilità in busta paga, il  salario accessorio di tutti sarà distribuito solo a una parte del personale sulla base di dubbi metodi meritocratici. I tre porcellini confederali dichiarano di volere abolire la Brunetta ma si ispirano ai suoi principi. Abbasso la Brunetta, viva la Brunetta!

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Dicembre 2017 11:29
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Rinnovo contratto nazionale: schede di approfondimento PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 Dicembre 2017 00:00

In collaborazione con gli altri lavoratori, attivisti, delegati e sigle aderenti al progetto Pubblico Impiego in Movimento abbiamo sviluppato quattro schede di approfondimento, più una riepilogativa, su quanto sta emergendo sulla natura del rinnovo del Contratto Nazionale in corso.

Cercheremo di pubblicare una serie di schede chiare e concise basandoci sui dati a disposizione che possono essere dedotti dall’”accordo” del 30 novembre 2016, gli atti di indirizzo trasmessi all’Aran, la legge Madia e altre fonti.

Scarica la scheda n. 1: Come nasce l'ennesimo contratto bidone

Scarica la scheda n. 2: come ti smantello lo stato sociale

Scarica la scheda n. 3: Aumenti? O poche briciole?

Scarica la scheda n. 4: Cornuti e mazziati

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Dicembre 2017 11:05
 
2017-11-24 Richiesta Incontro sulle Politiche Occupazionali PDF Stampa E-mail
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Sabato 25 Novembre 2017 00:00

Ieri 24 novembre 2017 le OO.SS. e la Rsu del comune di Milano hanno inviato una missiva per sollecitare la proroga dei contratti dei lavoratori a tempo determinato in scadenza il prossimo 31 dicembre ed un incontro sulle Politiche Occupazionali.

 

 

Scarica il testo della lettera in formato jpg

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Novembre 2017 08:48
 
Progressioni Economiche Orizzontali L'accordo è positivo. Ma restiamo con i piedi per terra PDF Stampa E-mail
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Martedì 07 Novembre 2017 21:38

Come sapete, lo scorso 24 ottobre è stata siglata una preintesa tra Comune di Milano, organizzazioni sindacali e RSU sulle progressioni economiche orizzontali (P.E.O.).
Nel triennio 2017-2019 progrediranno tutti coloro che sono da almeno due anni nella stessa categoria economica, non hanno subito un provvedimento disciplinare con sanzione superiore alla sospensione per 10 giorni, hanno avuto negli ultimi due anni una valutazione individuale superiore a 60/100. Le decorrenze saranno stabilite sulla base di graduatorie costruite con un mix di anzianità e valutazione individuale.
Alcuni esempi di aumento. Chi passerà da B3 a B4 avrà un aumento annuo netto di circa 255€. Chi passerà da C2 a C3 di circa 525€ annui netti. Chi passerà da D2 a D3 di circa 840€ annui netti.
Complessivamente si tratta di un accordo positivo, in quanto effettuerà la P.E.O. la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Milano, e in quanto questi aumenti - per quanto contenuti - sono fissi, certi e pensionabili, entrano cioè nel calcolo della pensione.
Non dobbiamo però nasconderci il fatto che questo accordo presenta alcune criticità. Il criterio secondo cui aver ricevuto una votazione in pagellina inferiore a 60/100 e/o  una sanzione disciplinare impedisce l'accesso alle P.E.O. rappresenta  infatti un oggettivo rafforzamento del potere dei dirigenti valutatori.

Un ultima osservazione. Ci sembrano esagerati i toni trionfalistici con cui alcune organizzazioni sindacali stanno presentando questo accordo ai lavoratori. Si tratta in fondo di un aumento modesto, che non restituisce certo ai lavoratori il potere d'acquisto perduto in 8 anni di blocco contrattuale.
Per questo è necessario che dal contratto nazionale arrivino aumenti salariali significativi, ben diversi dai miserevoli 85€ medi lordi che il governo ci vuole concedere e CGIL CISL e UIL sono pronti ad accettare.

Scarica il volantino in formato Pdf

Scarica il testo dell'accordo

Tabella con differenze economiche e arretrati maturati al 31-12-2017

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 20:30
 
Il miraggio della pensione PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Novembre 2017 07:50

Con la ormai prossima legge di stabilità fra le altre cose si parlerà dell’adeguamento automatico previsto dalla riforma Fornero. Se non verrà bloccato lo scatto, l’età pensionabile arriverà nel 2018 a 66 anni e 7 mesi per tutti, uomini e donne e poi potrebbe aumentare ancora nel 2019 di altri 4 mesi. Le pensioni di vecchiaia dei dipendenti potrebbero raggiungere i 66 anni e 11 mesi, o addirittura i 67 anni. Quelle di anzianità, nel 2019, arriverebbero a 43 anni e 2 mesi (dagli attuali 42 e 10). Stesso scatto, ma 1 anno in meno, per le lavoratrici. Una condanna all’ergastolo, di questo passo presto arriveremo ai 70 anni. Nel frattempo i giovani sono sempre più disoccupati e precari.

Perversamente illogico

Nonostante la disoccupazione giovanile sia in aumento e per i giovani si prospetti un futuro lavorativo sempre più precario, si continua ad aumentare l’età pensionistica, facendo sì che abbiamo una popolazione lavorativa sempre più anziana con i giovani sempre più a spasso. Ad esempio i lavoratori pubblici italiani sono quelli con un’età media più alta d’Europa, sarebbe necessario assumere giovani sia per favorire un ricambio generazionale sia per favorire un miglior adeguamento tecnologico del servizio pubblico, in quanto i giovani fanno sicuramente meno fatica ad apprendere l’uso di nuove tecnologie. Quindi giovani sempre più precari e disoccupati e lavoratori sempre più vecchi, stanchi e acciaccati.

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Novembre 2017 08:16
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Atto d'indirizzo del comparto delle Funzioni Locali PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 16 Novembre 2017 12:58

Pubblichiamo il testo dell'Atto di indirizzo all’ARAN per il rinnovo contrattuale del personale dei livelli per il triennio 2016-2018.

Nei prossimi giorni pubblicheremo delle schede di analisi sui testi circolanti.

 

Comparto delle Funzioni locali: Atto di indirizzo all’ARAN per il rinnovo contrattuale del personale dei livelli per il triennio 2016-2018

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Novembre 2017 19:38
 
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