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Progressioni Economiche Orizzontali L'accordo è positivo. Ma restiamo con i piedi per terra PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 07 Novembre 2017 21:38

Come sapete, lo scorso 24 ottobre è stata siglata una preintesa tra Comune di Milano, organizzazioni sindacali e RSU sulle progressioni economiche orizzontali (P.E.O.).
Nel triennio 2017-2019 progrediranno tutti coloro che sono da almeno due anni nella stessa categoria economica, non hanno subito un provvedimento disciplinare con sanzione superiore alla sospensione per 10 giorni, hanno avuto negli ultimi due anni una valutazione individuale superiore a 60/100. Le decorrenze saranno stabilite sulla base di graduatorie costruite con un mix di anzianità e valutazione individuale.
Alcuni esempi di aumento. Chi passerà da B3 a B4 avrà un aumento annuo netto di circa 255€. Chi passerà da C2 a C3 di circa 525€ annui netti. Chi passerà da D2 a D3 di circa 840€ annui netti.
Complessivamente si tratta di un accordo positivo, in quanto effettuerà la P.E.O. la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Milano, e in quanto questi aumenti - per quanto contenuti - sono fissi, certi e pensionabili, entrano cioè nel calcolo della pensione.
Non dobbiamo però nasconderci il fatto che questo accordo presenta alcune criticità. Il criterio secondo cui aver ricevuto una votazione in pagellina inferiore a 60/100 e/o  una sanzione disciplinare impedisce l'accesso alle P.E.O. rappresenta  infatti un oggettivo rafforzamento del potere dei dirigenti valutatori.

Un ultima osservazione. Ci sembrano esagerati i toni trionfalistici con cui alcune organizzazioni sindacali stanno presentando questo accordo ai lavoratori. Si tratta in fondo di un aumento modesto, che non restituisce certo ai lavoratori il potere d'acquisto perduto in 8 anni di blocco contrattuale.
Per questo è necessario che dal contratto nazionale arrivino aumenti salariali significativi, ben diversi dai miserevoli 85€ medi lordi che il governo ci vuole concedere e CGIL CISL e UIL sono pronti ad accettare.

Scarica il volantino in formato Pdf

Scarica il testo dell'accordo

Tabella con differenze economiche e arretrati maturati al 31-12-2017

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 20:30
 
Autunno 2017 - Gli scioperi devono essere unitari PDF Stampa E-mail
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Lunedì 23 Ottobre 2017 00:00

Gli scioperi devono essere unitari

Noi pecore rosse siamo profondamente convinte del fatto che - per fronteggiare il pesante attacco al salario, ai diritti e alla salute dei lavoratori e dei pensionati a cui stiamo assistendo in questi anni - i sindacati di base devono superare le sterili contrapposizioni del passato per mettere in campo iniziative comuni di resistenza e di lotta. Uniti possiamo resistere, divisi siamo destinati ad essere travolti.Sciopero Generale

Per questo - pur condividendo la necessità di uno sciopero generale come risposta alla politica economica antipopolare e antioperaia di governo e padroni e al tentativo di comprimere e reprimere le libertà sindacali - riteniamo sbagliato che i sindacati di base si siano divisi e abbiano proclamato, su piattaforme molto simili, due diversi scioperi in concorrenza tra loro, uno per il 27 ottobre (CUB, SGB, SI COBAS, SLAI COBAS, USI) e l'altro per il 10 novembre (USB, COBAS e CIB Unicobas).

Questa divisione sicuramente danneggia i lavoratori, che vedono le loro forze disperse.

Ma danneggia anche gli stessi sindacati di base, che solo ricercando con umiltà e senso di responsabilità l'unità d'azione possono aspirare a diventare un punto di riferimento credibile per i molti lavoratori che non condividono la passività e la politica filogovernativa di CGIL CISL e UIL.

Tra le due date forse quello del 27/10 corrisponde ad un percorso di mobilitazione significativo avviato intorno ad alcune vertenze importanti: logistica, trasporto locale, Alitalia e Telecom.

Nel pubblico impiego il problema rimane interamente quello dell’assenza dei lavoratori nel coinvolgimento e nella costruzione di entrambe le date definite per la convocazione dello sciopero.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Ottobre 2017 07:59
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Daniela Cavallotti: ingiustizia è fatta PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 24 Luglio 2017 00:00

Non possiamo che esprimere rabbia, sdegno, amarezza nell’apprendere che il Tribunale di Milano nella persona del Gip Gennaro Mastrangelo ha deciso di archiviare la “denuncia contro ignoti” (in realtà alcuni ex sindaci di Milano e l’attuale Sindaco Sala come passato General Manager dell’amministrazione) per la morte per mesotelioma polmonare di Daniela Cavallotti, che aveva lavorato per 25 anni per il Comune di Milano nell’edificio di via Pirelli 39, chiuso per la presenta accertata di amianto, proprio sulla base di denunce fatte da  Daniela quale rappresentante sindacale.

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Luglio 2017 08:24
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7 aprile - Giornata internazionale della salute PDF Stampa E-mail
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Lunedì 03 Aprile 2017 00:00

LA SALUTE NON È IN VENDITA GIORNATA INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

e Giornata europea di azione contro la commercializzazione della salute

MILANO 7 APRILE 2017

dalle ore 11 presidio REGIONE LOMBARDIA

via Melchiorre Gioia 39

dalle ore 17 presidio H S.Carlo via Pio II, 3

In tutta Europa, sono in atto da diversi anni politiche tese a colpire i nuclei centrali del welfare e attaccare i beni comuni. Anche la salute e la sanità sono sottoposte ad attacchi e tagli di spesa pubblica che producono e favoriscono diseguaglianze nella tutela e nell’accesso alle cure. Contemporaneamente, viene incentivato l'ingresso in sanità di gruppi privati, che insieme alle multinazionali del farmaco hanno un obiettivo chiaro: generare profitto sulla nostra salute!

Noi crediamo, invece, che la politica sanitaria debba basarsi su:

  • Centralità della prevenzione e promozione della salute in tutti gli aspetti della vita e del lavoro
  • Prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci, accessibili a tutte e a tutti, senza vincoli di cittadinanza
  • Finanziamento basato sulla fiscalità generale
  • Protezione della sanità da logiche di mercato
  • Ruolo attivo delle persone nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute.

Anche in Italia, assistiamo a una sistematica riduzione del finanziamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale: piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi, spesso senza un reale coinvolgimento della popolazione; la moltiplicazione di visite ed esami, favorita dal pagamento a prestazione, produce liste d’attesa che rendono difficile ottenere in tempi opportuni le cure realmente utili e non garantiscono l’accesso a migliaia di persone; le condizioni di lavoro di chi opera in ambito sanitario peggiorano. L’attuale proliferazione di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche – purtroppo inserite anche nei contratti collettivi di lavoro – indebolisce ulteriormente il sistema. Un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, come dimostrano tutti gli studi comparativi internazionali, è invece meno caro e tutela tutta la popolazione. Per contrastare questa deriva, noi e tutte le persone che difendono una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale lavoriamo per delle politiche alternative: per un finanziamento del sistema adeguato, per la scelta di servizi di cure primarie, per l’attenzione ai determinanti sociali della salute (lavoro, reddito, educazione, ambiente). I Cittadini devono poter contare e potere decidere le priorità per tutelare la salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito, nel 1948, il 7 aprile come data per celebrare la Giornata Internazionale della Salute. Salute per tutte e tutti e accesso universale alle cure! Diritti sociali, economici, culturali e ambientali per tutte e tutti!

Scarica il volantino in formato Pdf

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Aprile 2017 12:12
 
la Pecora Rossa n. 01-2017 PDF Stampa E-mail
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Martedì 25 Luglio 2017 07:15

Risultato raggiunto - Sciopero sospeso

Così recitava un volantino apposto nelle bacheche comunali a fine gennaio. Nelle settimane successive una nutrita delegazione sindacale ha intavolato una lunga trattativa che ad oggi ha conquistato qualche assunzione in più che ci sarà in tempi non ancora comprensibili (stiamo ancora attendendo le assunzioni del piano 2016 e siamo nel luglio 2017, tanto per dire) ed un tavolo sulle progressioni orizzontali che garantirà la progressione non a tutti, diciamo le cose come stanno, ma ad una buona parte del personale dell'ente. È questo quindi il risultato che si voleva raggiungere? Lasciateci esprimere, sotto il sole plumbeo dell'estate milanese, perplessità e sconcerto. Che senso ha chiedere di reinternalizzare servizi nel momento in cui si accettano i vincoli assunzionali imposti dalla normativa vigente? Che senso ha affermare al tavolo l'inopportunità del turn over (e spostare l'asse del dialogo sul fabbisogno) se poi non si promuove davanti ai lavoratori un'iniziativa per abbattere questo dannoso vincolo? Secondo il nostro punto di vista, tutto ciò non ha alcun senso. Se non ci si oppone al vincolismo si entra nel campo del velleitarismo, dove al più si apre una disfida fra settori nel conquistare una persona in più (a scapito di qualcun altro).

Risultato sospeso - Buone vacanze.

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Luglio 2017 08:22
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10 giugno - Milano - incontro/dibattito Rimettiamoci in movimento per un percorso unitario di iniziativa e di lotta nel Pubblico Impiego PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 06 Giugno 2017 07:01

Incontro/dibattito
Per un percorso unitario di iniziativa e di lotta
nel Pubblico Impiego
SABATO 10 GIUGNO ore 9,30-16
c/o Cam Garibaldi – corso Garibaldi, 27 (MM Lanza) – MILANO

Nella fase attuale, il capitalismo si autoalimenta attraverso l’appropriazione e la  privatizzazione dei beni comuni, la mercificazione dei fondamentali diritti umani dal cibo, alla casa, alla salute e all’istruzione, lo smantellamento dei servizi pubblici e la loro sostituzione con prestazioni a pagamento.
Da alcuni anni è in atto il processo di smantellamento della Pubblica amministrazione deciso dalla Troika e imposto ai governi nazionali sotto forma del pareggio di bilancio in costituzione, blocco della contrattazione e del turn over, riduzione dei servizi erogati alla cittadinanza e accorpa-menti\smantellamenti di molte aziende partecipate. L’attacco senza precedenti al salario, ai diritti e allo stesso posto di lavoro dei dipendenti pubblici a cui oggi assistiamo – basti pensare alla decisione del governo di stanziare per il rinnovo dei contratti una cifra risibile e offensiva, al blocco del turnover, alla cosiddetta “riforma Madia”, allo smantellamento delle provincie e di altri enti pubblici strumentalmente definiti “inutili” – avviene in questo contesto, nazionale e internazionale. Questo attacco è portato con strumenti politici, attraverso trattati, direttive, leggi, decreti, regolamenti. Il pubblico impiego da anni viene governato a colpi di decreti legislativi e la stessa contrattazione delle rsu è ridotta ai minimi termini.
Allo stesso tempo per favorire i processi di smantellamento della Pa, si alimenta lo stereotipo del dipendente pubblico assenteista e fannullone, dividendo la forza lavoro con la performance, terrorizzandola con lo spettro della Corte dei Conti.
Questa situazione richiede una risposta decisa e radicale da parte dei lavoratori e dei cittadini utenti dei servizi, e interpella direttamente la galassia del sindacalismo di base, di cui facciamo parte.

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Giugno 2017 08:19
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