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Piano occupazionale: il comune azzoppa il tavolo. Adesso ... SCIOPERO! PDF Stampa E-mail
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Giovedì 01 Dicembre 2016 07:42

Incipit

Lo scorso anno, in seguito ad un piano occupazionale presentato dalla passata amministrazione totalmente deludente, un'assemblea generale dei lavoratori del nostro ente chiamò lo stato di agitazione, su indicazione delle organizzazioni sindacali tutte presenti, in contestazione del solito piano lacrime e sangue insufficiente non solo per colmare i vuoti d'organico ma addirittura incline a generare altri vuoti d'organico.

Il piano occupazionale fu presentato ed approvato dalla passata amministrazione senza il consenso delle organizzazioni sindacali.

Dopo più di 12 mesi il piano approvato unilaterale non è stato in larga parte applicato, ostaggio si dice del blocco imposto dalla mobilità in arrivo dalle province. Il 15 ottobre anche questo blocco non ha più ragion d'esistere ma oggi, inizio dicembre, non si sono ancora viste le assunzioni presenti nel piano.

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Dicembre 2016 08:38
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Appello ai lavoratori – Rivendichiamo Salari, Diritti, Democrazia PDF Stampa E-mail
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Giovedì 13 Ottobre 2016 10:32

Il collettivo Prendiamo la Parola ha aderito al coordinamento di lavoratori e delegati del pubblico impiego Pubblico Impiego in Movimento, ed invita i lavoratori del comune di Milano e di tutto il pubblico impiego a sottoscrivere il seguente appello:

Siamo lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati di diverse città ed enti pubblici.
Abbiamo deciso di prendere la parola per denunciare il pesante attacco al nostro salario, ai nostri diritti e alla nostra dignità messo in atto dal governo, e per affermare il diritto a discutere e decidere del nostro contratto nazionale.
Respingiamo aumenti salariali ridicoli e offensivi, l’incremento dell’orario di lavoro, la mobilità coattiva, il licenziamento per esubero, il blocco delle assunzioni e la privatizzazione dei servizi.
Chiediamo a tutte le lavoratrici e lavoratori di condividere e di attivarsi sui seguenti obiettivi:

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2016 07:16
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Indennità di disagio e progressioni orizzontali PDF Stampa E-mail
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Lunedì 20 Giugno 2016 07:12

RIPRENDIAMO LA LOTTA PER SALARIO, DIRITTI, OCCUPAZIONE

Indennità di disagio e progressioni orizzontali

 

In genere nutriamo tiepidi entusiasmi nei confronti di tavoli sindacali in cui i rapporti di forza, in mancanza di mobilitazioni o protagonismo dei lavoratori, sono naturalmente sbilanciati in favore del datore di lavoro.

Nel caso del tavolo Progressioni Orizzontali/Indennità di disagio abbiamo però deciso di parteciparvi, ritenendo importante:

  • Aggiornare la tabella delle indennità di disagio in favore di tutti quei colleghi che, pur effettuando prestazioni disagiate, non ricevevano la stessa indennità ricevuta da altri;
  • Sollecitare le progressioni orizzontali per tutti dopo anni di blocco del contratto e di altrettanto blocco di questa tipologia di aggiornamento salariale senza ridurre le altre voci di salario accessorio.

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2016 07:44
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Contratti: rivendichiamo Salario, Diritti, Democrazia PDF Stampa E-mail
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Sabato 07 Maggio 2016 00:00

CONTRATTI: 
RIVENDICHIAMO SALARI, DIRITTI, DEMOCRAZIA

Rivendichiamo a livello nazionale che ...

Per un percorso conflittuale nella Pubblica Amministrazione che vuole ricostruire un rapporto democratico con lavoratori e lavoratrici del Pubblico Impiego

 

  • Gli aumenti salariali del contratto nazionale devono recuperare la perdita del potere d’acquisto causata da 7 anni di mancati rinnovi. Conti alla mano, ciò significa che devono essere di almeno 250 € mensili, da erogare tutti sul tabellare e non sul fondo del salario accessorio. Bisogna infatti evitare di incrementare la quota incerta e variabile del salario, sottoposta alla discrezionalità dei dirigenti, a discapito di quella certa e uguale per tutti coloro che svolgono lo stesso lavoro.
Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2016 08:36
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la Pecora Rossa n. 01-2016 PDF Stampa E-mail
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Lunedì 19 Settembre 2016 06:49

L'anno che verrà

“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà 3 volte Natale e festa tutto il giorno, ogni cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno”la Percora Rossa n. 01-2016

Che sia arrivato il momento di ottenere il rinnovo del contratto? Di certo c’è solo lo stanziamento di 300 milioni di euro stanziato nella scorsa legge di stabilità e la richiesta da parte del sindacalismo confederale di 7 miliardi di euro.

La partita riguarda più di 3 milioni di dipendenti, un vero e proprio esercito. Sarebbe però sbagliato considerare la partita solo dal punto di vista dell’aumento salariale, come è stato fatto per altre categorie (prima fra tutti il contratto del commercio in cui si è tranquillamente monetizzata la perdita dei diritti col risultato di avere lavoratori al momento con qualche euro in più ma il cui grado di ricattabilità si è decuplicato).

Di fronte a noi abbiamo la riforma del pubblico impiego, non a caso parallela alle vicende del rinnovo contrattuale, e l’avvento del jobs act i cui effetti sul pubblico impiego son ravvisabili non tanto per i dipendenti assunti “normalmente” (per cui per ora il jobs act non ha effetto) bensì per tutti i dipen-denti derivati dalle miriade di appalti che al nostro fianco stanno collaborando a portare avanti la macchina burocratica. Il gotha dell’economia nazionale ci odia perché siamo troppo poco ricattabili, troppo poco supini, troppo poco sfrut-tabili. Siamo sotto attacco, lo siamo da tempo. Riusciremo quest’autunno a rompere l’assedio e promuovere una controffensiva? L’alternativa è il baratro, la precarizzazione totale e definitiva del lavoratore in funzione degli interessi del governo economico dell’esistente.

“E ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Settembre 2016 07:23
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Sanità: la salute è un diritto non una merce PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 19 Giugno 2016 00:00

La Giunta regionale lombarda, attraverso una costosa campagna mediatica e pubblicitaria, ha abilmente "venduto" la cosiddetta "riforma" della sanità (Legge regionale 23/2015) come un cambiamento in positivo, che "migliorerà la cura della persona", "garantirà la libertà di scelta" e, tra qualche anno, "consentirà la riduzione dei tickets".

La realtà dei fatti è molto diversa. Questa "riforma":

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2016 09:29
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