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Il Garante privacy vieta il controllo delle mail aziendali PDF Stampa E-mail
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Giovedì 21 Febbraio 2019 17:21

Il Garante Privacy, nella newsletter n. 439 del 29 marzo 2018, è intervenuto sul controllo massivo e sulla conservazione illimitata delle mail dei dipendenti durante l’orario lavorativo.

Nello specifico, l’Autorità ha vietato la memorizzazione indiscriminata ed indeterminata di dati esterni personali raccolti nel corso di un biennio da una società nei confronti di un proprio lavoratore subordinato che scambiava mail con altri colleghi e collaboratori.

Il provvedimento di licenziamento disciplinare è stato, poi, annullato dal giudice del lavoro. La società, deve limitarsi, come precisato dal Garante, a conservare informazioni ai soli fini della tutela dei diritti nel giudizio pendente.

La società, ritenuta responsabile di gravi violazioni, non solo non aveva comunicato modalità e finalità di raccolta e conservazione dei dati, ma, mantenendo i dati del dipendente anche dopo l’interruzione del rapporto, era venuta meno ai principi di liceità, necessità e proporzionalità previsti dal Codice privacy.

A parere del Garante, infatti, il datore pur disponendo del potere di controllo sull’adempimento delle prestazioni e sull’uso corretto degli strumenti di lavoro, avrebbe potuto agire in modo più efficiente e rispettoso della riservatezza dei propri sottoposti con la predisposizione di sistemi di gestione documentale che individuassero in automatico i documenti da archiviare.

Inoltre, l’Autorità ha sottolineato che il datore non è autorizzato ad un controllo massivo, prolungato ed indeterminato, che risulti lesivo della libertà e della dignità del lavoratore. Infine, è stato specificato che, dopo la cessazione del rapporto, la casella di posta elettronica deve essere disattivata e rimossa.

 
23 febbraio 2019 - Assemblea pubblica sul decreto sicurezza PDF Stampa E-mail
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Giovedì 21 Febbraio 2019 17:00

23 febbraio 2019 ore 15.30
Assemblea pubblica sul decreto sicurezza
CentRho - Piazza S. Vittore - Rho

La crisi economica si abbatte sui lavoratori e le loro famiglie e questo governo, come i precedenti, nonostante le promesse elettorali e la propaganda, è incapace di dare risposte adeguate ai veri problemi del paese e delle fasce popolari. la classe dirigente risolve la crisi distruggendo i servizi pubblici e i diritti dei lavoratori, distruggendo il salario e il reddito familiare attraverso il lavoro flessibile e precario sottopagato. Ma questo non basta.
La crisi economica non risolta sta facendo crescere ovunque le mobilitazioni e il dissenso. I governi Pd e ora M5S-Lega non hanno saputo rispondere alla crisi e temono la reazione delle masse popolari e dei lavoratori. per questo il governo Pd ha emanato il “decreto Minniti”, per questo il governo M5S-Lega inasprisce la repressione del dissenso con il “decreto Salvini”.
Il decreto sicurezza è composto da tre parti:

  • controllo e gestione dell’immigrazione: l’obiettivo non è la sicurezza, ma il controllo della forza lavoro immigrata che viene selezionata in utile e superflua da espellere a seconda delle necessità della classe imprenditoriale italiana;
  • controllo del territorio e sicurezza pubblica e urbana: l’obiettivo non è la sicurezza, ma la militarizzazione dei territori per reprimere ogni forma di dissenso e soprattutto il dissenso dei lavoratori in sciopero o organizzati in picchetti e presidi;
  • contrasto alla criminalità organizzata: l’obiettivo non è colpire le mafie, ma rendere vendibili ai privati (quindi anche a prestanomi dei mafiosi) i beni confiscati.

Temono l’aggravarsi della crisi e delle lotte e vogliono colpire preventivamente tutte le figure e le organizzazioni potenzialmente conflittuali. questo è il decreto Salvini: uno strumento di repressione contro i lavoratori, tutti i lavoratori, che lottano per salario e diritti.

Scarica la locandina in formato jpg

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Febbraio 2019 13:26
 
IIllegittima la regalia di modico valore quando sia finalizzata alla definizione di una pratica amministrativa PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 Febbraio 2019 16:05

Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. n. 62 del 16 aprile 2013 e del precedente D.M. 28 novembre 2000, concede al pubblico funzionario la facoltà di accettare regalie definite di “modico” valore, ovvero il cui valore complessivo sia contenuto al di sotto della soglia di Euro 150,00.

Disposizione, questa, che funge da corollario al più generale divieto di accettare regali, compensi ed altre utilitità di valore superiore alla soglia così individuata, ovvero di chiedere, indipendentemente dal valore complessivo, regali, compensi o altre utilità.

Tuttavia, la Cassazione penale, sez. VI, con la sentenza n. 49524 del 27/10/2017, ha chiarito che la regalia di valore inferiore alla soglia normativamente stabilita nell'importo di Euro 150,00, non è in ogni caso ammessa laddove finalizzata alla definizione di una pratica amministrativa, in senso favorevole o meno, al soggetto donante.

Soggetto donante, il quale, nel caso di specie (donando buoni pasto e buoni benzina), assume a pieno titolo la qualifica di corruttore. Di conseguenza, è pienamente ascrivibile al pubblico ufficiale il reato di corruzione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Febbraio 2019 18:12
 
la Pecora Rossa n. 04-2018 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 06 Dicembre 2018 07:44

In questo numero:

  • Progressioni orizzontalila pecora rossa n. 4-2018
  • Stato di polizia
  • Politiche Occupazionali: l'emorragia continua
  • Diamo i numeri
  • Nuovo contratto vecchia politica

Progressioni Orizzontali

Finalmente sono state pubblicate nella intranet del Comune di Milano le graduatorie relative alle progressioni economiche orizzontali 2018. Gli interessati sono circa 2800, che vanno a sommarsi ai circa 5600 colleghi che hanno effettuato la progressione nel 2017.

Circa 2800 lavoratrici e lavoratori effettueranno invece la progressione nel 2019. Resteranno esclusi i nuovi assunti, ovvero coloro che non hanno ancora maturato due anni di permanenza nella stessa categoria economica, e i pochi colleghi che negli ultimi due anni hanno ottenuto una valutazione inferiore a 6.

Questo è quanto previsto dall'accordo del dicembre 2017, che anche noi abbiamo condiviso - nonostante alcune criticità - e che difenderemo da ogni tentativo di modificarlo in peggio, magari introducendo ulteriori elementi di "meritocrazia", che servono solo a dividere i lavoratori e ad asservirli a dirigenti e funzionari.

Rimane da affrontare e risolvere il problema dei cosiddetti "apicali", cioè di coloro che al momento della sigla dell'accordo occupavano già la categoria più alta del loro profilo professionale.

Si tratta di circa 3000 colleghi la cui progressione non era allora consentita ma è ora possibile dopo l'entrata in vigore del nuovo contratto nazionale. Anche per loro chiederemo che venga valorizzata l'anzianità di servizio e minimizzato il peso della valutazione.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Dicembre 2018 09:35
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Congedo straordinario legge 104 anche al figlio non convivente PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 Febbraio 2019 18:01

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 232/2018, riconosce il diritto al congedo straordinario anche al figlio che non convive con il genitore.

Secondo i giudici della Consulta, discriminare un figlio, costretto, per ragioni di lavoro a non poter convivere con il genitore bisognoso di cure, non solo ostacola l'esercizio del principio solidaristico previsto dall'art. 2 della Costituzione, ma viola anche quello di uguaglianza.

Questa la decisione della Consulta, chiamata a pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 26 marzo 2001, n. 151 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53- nella parte in cui richiede, per ottenere il congedo straordinario la preesistente convivenza dei figli con il soggetto disabile che necessita di assistenza.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Febbraio 2019 08:50
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Tic – Toc il contratto sta già scadendo PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Dicembre 2018 21:09

Il contratto collettivo nazionale degli Enti locali in vigore scade il prossimo 31 dicembre 2018.Tic Toc il contratto sta già scadendo
È dunque il momento di riprendere la discussione e la lotta per un nuovo contratto dignitoso, che ridia salario e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori comunali.
Rivendichiamo:

  • Aumenti che recuperino pienamente la perdita del potere di acquisto subita dai nostri salari negli ultimi 10 anni. In concreto ciò significa aumenti minimi lordi di 200€ al mese.
  • L'introduzione della quattordicesima mensilità, che è salario certo,  in sostituzione del premio incentivante la produttività, che invece è salario variabile, condizionato dalla valutazione dei dirigenti.
  • Riduzione d'orario a 35 ore (a parità di salario) per tutti, con ulteriore riduzione a 34 ore per i turnisti.
  • Possibilità di chiedere l'anticipo del TFS/TFR come avviene per i lavoratori del settore privato.
  • Riduzione dell'attesa per la liquidazione del TFS/TFR, che deve essere equiparata a quella del settore privato (45 giorni) mentre ora può arrivare fino a 24 mesi.
  • La restituzione alle RSU, che sono organismi democraticamente eletti dalle lavoratrici e dai lavoratori, del potere di contrattazione decentrata che è stato loro tolto dal contratto attuale.

Chiediamo infine l’eliminazione di ogni blocco delle assunzioni, perché questo è l’unico modo per garantire l’occupazione che serve a mantenere servizi pubblici di qualità, evitando esternalizzazioni e privatizzazioni.

Scarica il volantino in formato Pdf

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Dicembre 2018 21:46
 
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