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Comunicato stampa il comune di milano non fornisce informazioni chiare sulle condizioni di nidi e scuole dell’infanzia in tempo di covid! PDF Stampa E-mail
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Giovedì 29 Ottobre 2020 14:52

COMUNICATO STAMPA

IL COMUNE DI MILANO NON FORNISCE INFORMAZIONI CHIARE

SULLE CONDIZIONI DI NIDI E SCUOLE DELL’INFANZIA IN TEMPO DI COVID!

USB -DICCAP-SIALCOBAS e SLAICOBAS SI RIVOLGONO AL PREFETTO.

Vogliamo le Scuole aperte e in presenza. Le vogliamo sicure per tutti

Il 26 ottobre 2020 USB - DICCAP-SIALCOBAS e SLAICOBAS hanno effettuato in Prefettura l’incontro per la Procedura di Conciliazione con il Comune rappresentando le gravi condizioni di funzionamento di Nidi e Scuole e richiedendo investimenti e interventi migliorativi.

L’INCONTRO SI E’ CHIUSO NEGATIVAMENTE

NESSUNA RISPOSTA POSITIVA DAL COMUNE.

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Ottobre 2020 12:09
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Piano di rientro: la montagna ha partorito il topolino PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Ottobre 2020 14:35

Dopo giorni di attesa, finalmente sono uscite le disposizioni sullo smart Working. È evidente che l'amministrazione attendesse con ansia i dpcm emanati da Conte, ma al gioco delle deresponsabilizzazioni questa volta ha prevalso la tesi federalista, da cui testi vaghi che non sostengono obblighi, ma precauzioni da buon padre di famiglia.

In questo clima di incertezza e di paura, in un ambito decisionista se si parla di produttività, ma prudente alla voce salute dei lavoratori, trovano in sostanza conferma le ultime disposizioni del Direttore Generale, oggi solo integrate da una nota in cui, a discrezione delle direzioni, si concederanno, come fossero elemosina, 4 giorni in più. Alla faccia degli assembramenti sui mezzi pubblici o del picco di contagi sui posti di lavoro.

La montagna ha quindi partorito un topolino!

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Ottobre 2020 14:44
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Quel che pensiamo conta! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 08 Ottobre 2020 18:04

RACCOLTA FIRME SPONTANEA ED AUTOGESTITA

Durante l’emergenza covid il senso di responsabilità ci ha spinto ad unire le nostre forze a quelle delle altre organizzazioni sindacali ed a interloquire con l'amministrazione comunale con l’obiettivo di proteggere al meglio la salute dei lavoratori. Molti delegati RSU ed RLS sin dal primo momento hanno capito la gravità della situazione e si sono posti con tutte le pro-prie forze a difesa dei lavoratori che rappresentavano.

La politica locale non ha dimostrato altrettanta sensibilità, promuovendo campagne tipo "Milanononsiferma" il cui disastroso esito è stato un aumento del contagi in città e il lock-down di due mesi. La mancata chiusura immediata di sportelli e servizi comunali è stata un errore che ha prodotto 3 morti, diversi ricoveri in terapia intensiva e decine di contagiati tra i lavoratori.

Il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali è stato utilizzato dall’amministrazione comunale per comprimere i salari, limitare i diritti, punire gli RLS più attivi, bloccare le assun-zioni già programmate, rinviare all’infinito il confronto sul tema del lavoro agile straordinario. E che dire della riapertura di nidi e materne, avvenuta con modalità che non garantiscono la salute di bambini e maestre?

Con una determina del direttore generale, l’amministrazione comunale ha stabilito che dal 5 ottobre la stragrande maggioranza dei dipendenti comunali tornerà a lavorare in presenza per molti giorni la settimana, nonostante l’aggravarsi della situazione sanitaria e nonostan-te la stessa amministrazione comunale non sia in grado di garantire, con i necessari investi-menti, la sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico...

La determina, inoltre, ignora il problema della gestione domestica dei bambini in questa fase difficile per i genitori, non offrendo la necessaria flessibilità e non garantendo l’accesso al lavoro agile ai genitori di bambini in quarantena per presunto Covid non certificati da tam-pone. Una scelta inutilmente restrittiva, retriva e sbagliata.

Per tutti questi motivi, abbiamo deciso di riportare il dibattito fra i lavoratori e di promuovere una raccolta firme:

 

  • A favore di Stefano Mansi e degli altri RLS, colpiti da provvedimenti disciplinari per aver svolto la propria funzione. A difesa del ruolo degli RLS, della loro autonomia e della loro libertà di parola. Chiediamo l'annullamento del provvedimento. Link alla petizione on line
  • Contro il piano di rientro che: 1. Aggrava il rischio di contagio, ignorando le specifiche situazioni di lavoro 2. Impedisce la discussione sul lavoro agile e di raggiungere un accor-do sindacale come è avvenuto nella maggior parte delle aziende milanesi. Link alla petizione on line

CHI PROPONE QUEST’INIZIATIVA È UN GRUPPO DI COLLEGHI E DI DELEGATI RSU APPARTENENTI A DIFFERENTI DIREZIONI/ORGANIZZAZIONI SINDACALI

Testo del comunicato in Pdf

Modulo raccolta firme contro il piano di rientro in Pdf

Modulo  raccolta firme a favore di Stefano Mansi e degli altri Rls colpiti da provvedimenti disciplinari in Pdf

Petizione online a favore di Stefano Mansi e degli altri Rls colpiti da provvedimenti disciplinari

Petizione online contro l'ultimo piano di rientro del comune di Milano

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Ottobre 2020 11:24
 
La riapertura dei servizi deve avvenire in piena sicurezza PDF Stampa E-mail
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Venerdì 01 Maggio 2020 11:43

Gentili colleghe, cari colleghi,

nelle settimane successive al 4 maggio riapriranno - speriamo senza fughe in avanti ma con la gradualità e la prudenza richieste dalla gravità della pandemia in corso -  parte dei servizi e degli uffici comunali.

Vi invitiamo a vigilare affinché vengano rispettate almeno alcune elementari precauzioni:

  1. Sanificazioni periodiche e igienizzazioni quotidiane.
  2. Ristrutturazione degli spazi in modo da garantire il distanziamento tra i colleghi e tra i colleghi e gli utenti.
  3. Distribuzione regolare dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, gel disinfettante) nella quantità e nella qualità necessarie.
  4. Verifica degli impianti di condizionamento per evitare che diventino veicoli del contagio.

Nel caso queste precauzioni non vengano rispettate, non esitate a contattarci ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   ), a rivolgervi ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) della vostra area, oppure a contattare direttamente il dipartimento prevenzione dell'ATS ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

Ricordate infine che è vostro diritto rifiutarvi di lavorare in condizioni che possano mettere a rischio la vostra salute.

Slai Cobas - Sial Cobas

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Maggio 2020 11:56
 
Politiche occupazionali: ci risiamo PDF Stampa E-mail
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Sabato 10 Ottobre 2020 07:05

Nella tarda serata del 6 ottobre, dopo 11 ore di trattativa, Cgil, Cisl, Uil e Csa hanno sottoscritto il piano occupazionale 2020 2021.

Il sistema di calcolo delle nuove assunzioni non tiene più conto del rapporto tra pensionamenti e loro sostituzioni, ma la più pericolosa associazione alla disponibilità economica di bilancio del Comune di Milano, che il virus ha sensibilmente svuotato di entrate.

L'amministrazione si è rifiutata di inoltrare ai delegati trattanti il numero di cessazioni, ma dai numeri dedotti dalle nostre fonti, entro il 2021 saremo meno di 13.300, con una perdita secca di 1300 lavoratori in meno di 4 anni (2016-2021), ancor di più dal 2013 (anno in cui si contavano 15.634 dipendenti).

È stato richiesto anche il dato relativo al fabbisogno di personale trasmesso dalle diverse direzioni a risorse umane. In parole povere, è stata una trattativa al buio i cui numeri sono privi di ogni riferimento. Motivo sufficiente di per sé per abbandonare un tavolo utile alla variazione di bilancio prossima e… e basta.

Quel che si capisce è che il conto del Covid lo pagheranno i servizi alla città. Mentre si investe sulle posizioni organizzative e alte professionalità aumentando sensibilmente gli importi a loro destinati, si disinveste sulle assunzioni in particolare di livelli B e C. Il numero di assunzioni di nuove educatrici è di meno di 100 unità divise tra nidi e infanzia, troppo poco ai tempi del Covid. Sono insufficienti anche le assunzioni alle biblioteche, ai servizi sociali, ai centri diurni per disabili, di ausiliari, la cittadinanza, tutte le figure di esecutori, i servizi formativi, le anagrafi e i servizi per il cittadino. L'assunzione di solo 2 istruttori dei servizi culturali e 4 conservatori, inoltre, mette a rischio il patrimonio del Comune di Milano visti i pensionamenti che coinvolgono la Direzione Cultura. Gli amministrativi in generale, lasciano sul campo numerose posizioni aprendo così la strada per l’ennesima massiccia esternalizzazione.

La valutazione in definitiva è fortemente negativa, nonostante la presenza di diversi concorsi tra i quali Funzionari D (educativi, tecnici e informativi) Istruttori C (servizi biblioteca) Collaboratori B (custodi museali) visto che questo piano occupazionale sancisce l'esternalizzazione e in alcuni casi la chiusura di sedi e servizi.

f.i.p. 08-09-2020

Sial Cobas - Slai Cobas

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Ultimo aggiornamento Domenica 11 Ottobre 2020 11:30
 
Smart working: perché l’amministrazione si sottrae al confronto? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Settembre 2020 15:51

Nonostante numerose richieste e sollecitazioni da parte delle organizzazioni sindacali e della RSU, l’Amministrazione comunale non ha finora accettato il confronto sullo smart working.

Come mai? Probabilmente perché con lo smart working, così come è oggi organizzato, l'azienda, nel nostro caso il Comune di Milano, risparmia e noi lavoratrici e lavoratori perdiamo.

Infatti:

  • non percepiamo le indennità di turno, disagio, reperibilità e i buoni pasto, che rappresentano voci significative nelle nostre magre buste paga;
  • non possiamo utilizzare i permessi;
  • dobbiamo usare i nostri  strumenti di lavoro (computer, telefono, connessione);
  • perdiamo la socialità - l'incontro e il confronto con i colleghi e con gli utenti - che è un aspetto fondamentale del lavoro;
  • non possiamo partecipare attivamente alla vita sindacale.

Dobbiamo inoltre considerare altri due importanti fattori:

  • con lo smart working diventa spesso difficile delimitare il tempo di lavoro dal proprio tempo libero e personale, e il lavoro tende a "colonizzare" tutta la giornata;
  • non tutti hanno le medesime condizioni abitative e famigliari: lo smart working in condizioni di sovraffollamento e di scarsità di strumentazione elettronica è sicuramente più stressante del lavoro in sede.

È dunque necessario ed urgente ricontrattare con l'amministrazione comunale regole, organizzazione e salario relativi allo smart working, che è uno strumento da non esaltare né demonizzare ma da utilizzare con intelligenza, su base volontaria e nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

In particolare chiediamo:

  1. che anche nelle giornate di lavoro agile si percepiscano le indennità di turno, disagio, reperibilità  e i buoni pasto: il salario non può essere una variabile dipendente dalle decisioni organizzative dell'azienda;
  2. che anche chi è in smart working si possano utilizzare i permessi;
  3. che nel premio incentivante la produttività relativo al 2020 vi sia un incremento a titolo di riconoscimento delle perdite economiche subite dalle lavoratrici e dai lavoratori nei mesi del lockdown;
  4. che con le dovute cautele si possano convocare assemblee nei locali di proprietà comunale e in orario di lavoro.
f.i.p 07/09/2020

Sial Cobas - Slai Cobas

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2020 16:11
 
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