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Contratti: rivendichiamo Salario, Diritti, Democrazia |
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Scritto da Administrator
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Sabato 07 Maggio 2016 00:00 |
CONTRATTI: RIVENDICHIAMO SALARI, DIRITTI, DEMOCRAZIA
Rivendichiamo a livello nazionale che ...
Per un percorso conflittuale nella Pubblica Amministrazione che vuole ricostruire un rapporto democratico con lavoratori e lavoratrici del Pubblico Impiego
Gli aumenti salariali del contratto nazionale devono recuperare la perdita del potere d’acquisto causata da 7 anni di mancati rinnovi. Conti alla mano, ciò significa che devono essere di almeno 250 € mensili, da erogare tutti sul tabellare e non sul fondo del salario accessorio. Bisogna infatti evitare di incrementare la quota incerta e variabile del salario, sottoposta alla discrezionalità dei dirigenti, a discapito di quella certa e uguale per tutti coloro che svolgono lo stesso lavoro.
Le posizioni organizzative vanno pagate dalle amministrazioni con le risorse dei loro bilanci, e non con i soldi del fondo salario accessorio, dando finalmente applicazione a quanto previsto dall’art 14 del CCNL enti locali del 9/5/2006.
Vogliamo l’eliminazione di ogni blocco delle assunzioni, perché questo è l’unico modo per garantire l’occupazione che serve a mantenere servizi pubblici di qualità, evitando esternalizzazioni e privatizzazioni.
Il contratto nazionale di lavoro dei pubblici dipendenti non deve recepire la legge Brunetta, né il Jobs act, né l’accordo autoritario del 10 gennaio 2015 - firmato nel settore privato, oltre che dai soliti CGIL - CISL-UIL anche da USB - che toglie ai lavoratori il diritto di sciopero e la possibilità di opporsi attraverso referendum ad accordi sindacali che non condividono.
Sulla contrattazione decentrata ...
- Vogliamo meno assunzioni di dirigenti e funzionari D3 e più assunzioni nei ruoli operativi che erogano servizi.
- Le posizioni organizzative vanno comunque ridotte di numero e ricondotte al ruolo di eccezionalità e temporaneità che il contratto nazionale assegna loro.
- Rivendichiamo pari salario e diritti per i lavoratori delle aziende appaltatrici, siamo contrari alle esternalizzazioni proponendo di reinternalizzare servizi oggi appaltati all’esterno (riscossione tributi, mense scolastiche, manutenzione ordinaria degli edifici eccetera).
- Chiediamo che in caso di rinnovo di un appalto il Comune mantenga la cosiddetta “clausola sociale” - che il nuovo codice degli appalti rende non più obbligatoria ma facoltativa - ovvero la clausola che impegna la ditta che subentra ad assumere i dipendenti della ditta che gestiva in precedenza l’appalto. Non possiamo infatti accettare un ulteriore passo sulla strada dello sfruttamento e della precarietà.
Rivendichiamo infine il diritto dei lavoratori a decidere in prima persona
sui loro contratti, attraverso assemblee e referendum
Pubblico Impiego in Movimento: Sgb - Sial Cobas - Slai Cobas
Volantino in formato Pdf |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Giugno 2016 08:36 |