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I servizi all'infanzia che vogliamo - 21 giugno ore 16:30 presidio a Palazzo Marino PDF Stampa E-mail
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Giovedì 17 Giugno 2021 11:01

PRESIDIO PALAZZO MARINO
21 GIUGNO 2021 – ORE 16,30 / 19,00

 

La grave situazione sanitaria che ancora stiamo vivendo ha drammaticamente evidenziato tutte le criticità strutturali da tempo esistenti nei Nidi e nelle Scuole dell’Infanzia del Comune di Milano.

La partecipatissima assemblea convocata a maggio per il Personale Educativo, se ne ha denunciato l’ulteriore peggioramento generato dalla lunga pandemia con pesanti conseguenze per la salute e la sicurezza di tutt*, ha comunque evidenziato quanto Milano e l’intero Paese abbiano indubbiamente riconosciuto l’insostituibile valore educativo e sociale di Nidi e Scuole che hanno vissuto un anno scolastico difficilissimo e di grandi fatiche.

VOGLIAMO LA QUALITA’ PER I SERVIZI ALL’INFANZIA LA SCUOLA DEVE ESSERE APERTA E SICURA

Diritti inviolabili per tutte le Bambine e tutti i Bambini, diritti inalienabili per il lavoro educativo.

Pretendiamo subito risorse e mezzi necessari e adeguati per il prossimo anno scolastico.

Presentiamo alla Città, al Sindaco, al Consiglio Comunale, alla Stampa

il “MANIFESTO PER I DIRITTI ALL’INFANZIA” 10 punti della nostra “Buona Scuola”.

Allestiremo in piazza una sezione di Scuola per rappresentare le tante difficoltà quotidiane…….

Partecipa anche tu!

INSIEME CON DETERMINAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÀ


Usb - Diccap - Sial Cobas - Slai Cobas - Usi

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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Giugno 2021 16:10
 
Assunzioni 2021? Neanche il turn over dei pensionamenti PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Maggio 2021 13:06

Si è svolto il 6 maggio il secondo videoincontro sulle politiche occupazionali 2021.

Nella prima seduta era stata presentata dall'Amministrazione una proposta “lacrime e sangue”, giustificata dalla salvaguardia degli equilibri di bilancio, diventati metro per definire la capacità assunzionale dell’ente. 450 assunzioni, a fronte di un numero molto maggiore di pensionamenti. Una parte della RSU ha risposto proponendo 120/130 assunzioni in più. Si è raggiunto un accordo, non condiviso da USB, Diccap, Slai e Sial Cobas, USI e CUB che prevede poco più di 570 assunzioni.

Anche la nostra rete intersindacale non ha quindi firmato. Perché?

Perché l’accordo non ferma l’emorragia che ci ha portati durante la giunta Sala  da 14.500 dipendenti a 13.600 dipendenti (dato 2020, l'ultimo disponibile, largamente ottimista), impedendo a tutti noi di garantire un servizio di qualità ed in grado di rispondere ai bisogni della città.

Perché ci è stata negata la possibilità di verificare gli equilibri di bilancio e i conti economici dalla Direzione Risorse Umane.

Perché alcune graduatorie, come C culturali e Nido scadranno e centinaia di idonei resteranno senza lavoro.

Perché molti servizi, come il Verde, saranno destinati alla privatizzazione.

Perché le conseguenze della pandemia meritano una risposta diversa da parte del Comune di Milano, fatta di politiche espansive che mirino ad offrire lavoro costante e correttamente pagato.

Perché le previsioni sulle cessazioni in considerazione dell'ultimo anno di accesso per Quota 100 ci raccontano numeri fuori formato.

Perché non è serio, per il Sindacato, partire chiedendo 100 ed accordarsi subito dopo su 10.

Non comprendiamo il maldestro tentativo dei firmatari di comunicare altri numeri frutto delle mancate assunzioni sugli anni precedenti (2018, 2019 e 2020), in sostituzione della voce datoriale.

Riteniamo, data l'insufficienza dei numeri, fondamentale avanzare una critica costruttiva al piano con l'obiettivo di adeguarlo in sede di variazione di bilancio su numeri in grado di definire non tanto un rilancio ma quanto meno un numero di assunti pari ai cessati.

 

Informazioni sui numeri, nuovi concorsi, scorrimento graduatorie a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Adl Cobas - Sial Cobas - Slai Cobas - Usi

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Maggio 2021 08:59
 
Nuovo Codice di Comportamento difendiamo la libertà di critica e di espressione PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Aprile 2021 17:39

Tutti noi abbiamo ricevuto, lo scorso 6 aprile, un comunicato dell'amministrazione comunale che ci informa dell'approvazione del nuovo Codice di comportamento dei dipendenti comunali.

Chi ha avuto il tempo (e la pazienza) di leggere questo documento si sarà accorto che la principale novità rispetto a quello precedente, in vigore dal 2013, consiste nell'introduzione di un articolo, il n° 16, dedicato ai rapporti con i mezzi di informazione e l'utilizzo dei social network.

Questo articolo impone - tra le altre cose - di "astenersi da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell'immagine dell'Amministrazione" e vieta di rivolgersi alla stampa e di utilizzare i social network per "segnalare problematiche, carenze, disfunzioni e anomalie inerenti le attività e i servizi erogati dal Comune di Milano".

Si tratta a nostro parere di un inaccettabile attacco alle libertà di opinione e di espressione, garantite dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori.

Forse il Comune di Milano pensa che lavoratrici e lavoratori debbano obbedir tacendo, che i panni sporchi si lavino in famiglia e che le critiche a dirigenti e decisori politici rappresentino un delitto di lesa maestà?

Facciamo un esempio concreto. Se scriviamo che il Comune di Milano ha gestito e sta gestendo male la pandemia, specialmente negli asili nido e nelle scuole materne, mettendo a repentaglio la salute delle lavoratrici, dei bambini e delle loro famiglie, stiamo ledendo l’immagine dell’Amministrazione o esercitando il nostro diritto di critica?

L’ articolo 16 deve essere cancellato!

Non vogliamo che anche al Comune di Milano accada ciò che è successo all'ex-Ilva, dove un lavoratore è stato licenziato solo per aver invitato dalla propria pagina Facebook a vedere una fiction televisiva in cui si narra una vicenda vagamente ispirata a quella delle acciaierie di Taranto!

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Aprile 2021 07:10
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Smart working: le proposte dell’Amministrazione comunale sono inaccettabili PDF Stampa E-mail
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Giovedì 11 Marzo 2021 15:57

Nell’incontro con la RSU e le organizzazioni sindacali svoltosi mercoledì 10 marzo l’AC ha presentato le proprie proposte per la regolamentazione del lavoro agile in regime ordinario, cioè oltre la fase della pandemia.

Premesso che, al momento, la fase pandemica è tutto fuorché risolta e non può continuare ad essere gestita in questi termini, queste proposte sono per noi inaccettabili:

 

  • si prevede un numero di giorni “in agile” estremamente ridotto (3/4 al mese), incrementabile solo per particolari categorie (disabili, neogenitori eccetera). Un po' pochi per quella che dovrebbe essere, a parole dell’amministrazione, una modalità di prestazione lavorativa che definisce una “svolta epocale”.
  • si vuole riconoscere il diritto alla mensa solo ai lavoratori che svolgeranno lo smart working in sedi comunali diverse dalla propria (per cui, al lato pratico, in presenza), non a chi lavorerà da casa.
  • nessun tipo di rimborso per l’utilizzo del proprio spazio domestico, della propria strumentazione e connessione e per le maggiori spese  (riscaldamento, corrente, eccetera)
  • esclusione dall’accesso allo smart working per i lavoratori a tempo determinato, non menzionati.
  • Utilizzo dei risparmi effettuati con lo smart working nel 2020 per finanziare quote di salario variabile legate alla performance e/o non meglio precisati strumenti di welfare aziendale: noi vogliamo che vengano destinati alla parte della produttività uguale per tutti, svincolata dalla pagellina.
  • Spese di investimento (dotazione di un portatile ai lavoratori agili entro fine anno) che, per quanto positive e migliorative per le condizioni dei lavoratori, vengono vendute come un favore a questi e non un aggiornamento tecnologico per l’azienda

 

Chiediamo alla RSU e alle organizzazioni sindacali di non sottoscrivere queste proposte e di sottoporle alla discussione e al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori.
Invitiamo i lavoratori a rispondere al questionario che stiamo facendo circolare per monitorare i bisogni collegati al lavoro agile.

Slai Cobas - Sial Cobas - Adl Cobas - Usi

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Marzo 2021 16:41
 
Nuovo codice comportamentale dal comune di Milano primi segnali di cedimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 10 Maggio 2021 00:00

È ormai evidente il passo falso dell’Amministrazione Comunale che, con l’intenzione di introdurre un nuovo codice comportamentale che mira a sostituire l’interesse pubblico con l’aziendalismo, ha suscitato ire trasversali.

Partendo dalle lavoratrici e dai lavoratori, a cui si cerca di negare il diritto alla libertà di pensiero e di espressione; passando per i Consiglieri comunali, che prescindendo dallo schieramento politico ne hanno trasversalmente criticato i contenuti e, per finire, i sindacati. Tutti hanno sollevato critiche alla Giunta Sala.

In seguito alle reazioni sono partiti i distinguo e le prese di distanza, tali da rendere al momento non chiara la natura dell’operazione. Chi l'ha voluta? Chi ne è responsabile? Di certo ricordiamo le dichiarazioni dell’Assessora al personale che ne lodava i contenuti e rivendicava come esempio di "partecipazione democratica" un sondaggio online che invece era solo un'operazione di marketing elettorale.

Tutto il fronte sindacale, seppur con le dovute differenze, ha respinto al mittente il nuovo codice: differenze che hanno visto un sostenuto gruppo di lavoratori e di sindacati di base mobilitarsi lanciando una petizione che ha raccolto circa 600 firme e centinaia di commenti, convocando un presidio davanti a Palazzo Marino ed impostando una campagna comunicativa che ha informato i colleghi di quanto stava avvenendo.

Per quanto ci riguarda, dopo il riuscito presidio di giovedì 29 aprile scorso, continueremo in questa lotta per la democrazia e la libertà fino al ritiro degli articoli liberticidi contenuti nel codice.

Adl Cobas - Sial Cobas - Slai Cobas - Usi - Cub

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Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Maggio 2021 15:52
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Smart Working un accordo con troppe pecche PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Aprile 2021 16:14

gli antefatti

Lo scorso 30 marzo Cgil, Cisl, Uil e Csa hanno sottoscritto un’intesa sul Lavoro Agile. Accordo che avrebbe dovuto sanare le storture emerse in questi mesi di lavoro agile straordinario
provocati dall’emergenza Covid.

Mesi in cui i lavoratori hanno dovuto usare i propri strumenti personali (pc, connessione internet, luce, ecc.) pur trovandosi di fronte un’emergenza sanitaria non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dell’ente che ha negato coscientemente i buoni pasto, l’uso della permissistica e qualsiasi altro riconoscimento economico che potesse coprire almeno in parte le spese aggiuntive sostenute dai lavoratori.

Non dimentichiamo che spesso si sono dovuti attuare delle vere e proprie azioni di forza con le varie direzioni affinché si decidessero a dare giorni in più di Lavoro Agile.

Non dimentichiamo che la vertenza nel settore educazione, in cui centinaia di colleghe/i sono stati contagiati, è ancora in corso e nessuna apertura viene da parte dell’ente.

Non dimentichiamo che vi sono stati dei ripetuti e spregiudicati tentativi di mettere a tacere le voci di dissenso anche con provvedimenti disciplinari.

A fronte di questi fatti, è stata sottoscritta un’intesa che sana solo in parte questi problemi, lasciando dei grossi punti interrogativi sulla parte economica.

Ad esempio la regione Lombardia, ha già riconosciuto l’utilizzo dei buoni pasto per il proprio personale in Lavoro Agile, perché il comune di Milano continua a rifiutarsi?

i punti a favore

Come tutte le cose, non vi può essere una totale negatività, per cui possiamo ritenere come punto a favore dell’accordo l’aver ottenuto la riconquista della permissistica che durante il lavoro agile straordinario è stata e continua ad essere negata. Giudichiamo favorevolmente la nota sui diritti sindacali, quello di assemblea in particolare, anche se dobbiamo stigmatizzare l’atteggiamento dell’ente che nei mesi passati ha avuto un atteggiamento discriminatorio negando di fatto il diritto di assemblea alle sigle che le risultavano più scomode.

Positivo anche il riconoscimento delle cosiddette indennità di disagio e/o di funzione.

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Aprile 2021 17:38
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