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Contratto Nazionale: la beffa degli aumenti ad elastico PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Venerdì 23 Marzo 2018 11:49

L’ultimo contratto nazionale, per alcuni una regalia elettorale, per altri (come noi) un furto ai danni del nostro potere d’acquisto come evidenziato nel volantino di settimana scorsa, continua a far parlare di sé. Desta sorpresa oggi, come se non fosse tutto già chiaro dal momento stesso della firma, l’elemento perequativo, una voce che sul comparto regioni enti locali, diversamente che per altri comparti, ha quest’incidenza:

elemento perequativo

Come scrive giustamente il Sole 24 Ore, per la prima volta avremo aumenti ad elastico. Questo a causa di una delle novità poco simpatiche introdotte da questo contratto  ossia l’elemento perequativo. On sostanza una voce salariale ogni anno ostaggio della legge di stabilità che avrà la facoltà di garantirne o meno la copertura. Un’ulteriore voce aggregata al resto del salario accessorio utilizzabile dalla politica (la stessa politica che ci infanga quotidianamente per mezzo di appellativi dispregiativi) come annuale forma di ricatto nei confronti dei lavoratori.

Che cosa è l'elemento perequativo

Dopo mesi di trattativa hanno capito che gli stipendi, soprattutto quelli medio bassi, con il rinnovo contrattuale, crescono del 3,48%, una cifra stabilita a tavolino e compatibile con i paletti della Legge di stabilità, di sicuro cifra non legata al reale recupero del potere di acquisto perduto. Facendo due calcoli si sono resi conto che perfino gli 85 euro medi lordi non sarebbero stati raggiunti da decine di migliaia di dipendenti pubblici (c'è chi parla di un terzo pari a un milione di unità), per questo si sono inventati l'elemento perequativo che tuttavia non è valido ai fini del calcolo della pensione ed ha una durata limitata nel tempo, fino al 31 dicembre 2018. Ma dal 1 Gennaio 2019?

Rimane poi ancora sospeso il fatto che oltre 300 mila lavoratori (quelli con la fascia di reddito compresa fra i 24 ed i 26 mila euro) rischiano di perdere in parte o del tutto il bonus di Renzi.

L'ultima legge di Stabilità ha innalzato la soglia di reddito da 24 mila a 24.600 euro e da 26mila a 26.600 la soglia a partire dalla quale il bonus si azzera. In ogni caso questo contratto non risolve i problemi ma li rinvia solo al prossimo triennio. Nel frattempo, solo nel 2019, avremo l'incremento del fondo della produttività (quindi con perdita del salario accessorio quest'anno), e sempre nel 2019 dovranno trovare una soluzione per sostituire l'elemento perequativo senza cui i nostri salari saranno in perdita.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Marzo 2018 16:32
 
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