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la Pecora Rossa n. 01-2015 |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 16 Aprile 2015 17:10 |
Perché una nuova newsletter
La “pecora rossa”, cioè chi è fuori dal coro, non si adegua e non si accontenta del “meno peggio”. In questo caso, un piccolo giornale murale costruito dai lavoratori e dalle lavoratrici che hanno fatto una esperienza comune di presentazione alle elezioni Rsu appena svoltesi, mettendo in comune le esperienze già esistenti dello Slai Cobas e del Sial Cobas. Non per questo però uno strumento “chiuso”. Anzi, un giornalino che rivendica da subito la massima apertura e disponibilità alla collaborazione con tutti e tutte coloro che si sentono un po’, appunto, “pecore rosse”… Una voce di lavoratori e lavoratrici del Comune di Milano che vogliono capire insieme quale è oggi il modo più giusto e utile per difendere gli interessi di tutti e tutte. Senza peli sulla lingua rispetto ai “padroni del vapore” di questa Amministrazione, di un'altra, del Governo Renzi e dei suoi amici Confindustriali. Una voce che non vuole gridare al vento ma indicare cosa è possibile fare concretamente per cambiare la nostra condizione di lavoro. Senza accettare compatibilità decise da altri. Un giornale murale che vuole parlare a tutti e tutte coloro che lavorano nella macchina comunale e per questa macchina: quindi anche gli esternalizzati, i precari, i lavoratori delle cooperative sociali, gli interinali, gli stagisti i co.co pro. che esistono ancora non dispiaccia al ministro Poletti e al suo Jobs Act… Un giornale murale che si occupi di salario, orario, organizzazione del lavoro, diritti. Ma anche qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle cittadine, dei diritti di tutti e tutte. E quindi parli del mondo che è intorno a noi e che ci riguarda a partire dalle figure sociali che popolano oggi il mondo del lavoro salariato: giovani, donne, migranti, lavoratori autoctoni, precari e “tempi indeterminati”. Un giornale murale che sappia cogliere il nesso tra quello che cade sulla testa dei lavoratori pubblici, le responsabilità di chi decide – per noi e sulla nostra pelle – e quindi sulle scelte di società dentro cui si colloca oggi il lavoro pubblico.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Aprile 2015 17:49 |
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