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Edicola Collettivo Prendiamo la Parola del Comune di Milano
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la Pecora Rossa n. 01-2018 |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 12 Aprile 2018 06:55 |
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In questo numero:
- Elezioni R.s.u. noi ci saremo

- Politiche occupazionali, oltre il danno la beffa
- Ancora pagelline? Ma non dovevamo superare la Brunetta?
- Contratto: resta il giudizio negativo
Meditate gente meditate e votate Slai Cobas
Elezioni R.s.u. noi ci saremo
Il 17, 18 e 19 aprile 2018 si svolgeranno le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) del Comune di Milano. É un appuntamento importante, perché tutte le lavoratrici e i lavoratori potranno scegliere liberamente chi li rappresenterà per i prossimi 3 anni nel confronto e nel conflitto con l'Amministrazione comunale.
Ti invitiamo a partecipare e a votare per la lista Slai Cobas.
Siamo lavoratrici e lavoratori come te, decisi a continuare il nostro impegno a difesa della dignità, dei diritti e della salute, nostra e di tutti i dipendenti e le dipendenti comunali. In particolare ci impegniamo:
- Contro ogni forma di privatizzazione dei servizi comunali, che devono restare di proprietà pubblica per essere realmente al servizio di tutti i cittadini e non essere subordinati alla logica del profitto.
- Contro la continua perdita di valore dei nostri salari, che non sono sufficienti a garantire un futuro dignitoso a noi e ai nostri figli.
- Contro lo stereotipo del lavoratore pubblico assenteista e fannullone.
Per darci il tuo voto devi barrare il simbolo Slai Cobas ed indicare uno o due nominativi dei candidati presenti nella nostra lista.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Aprile 2018 18:01 |
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la Pecora Rossa n. 01-2017 |
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Scritto da Administrator
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Martedì 25 Luglio 2017 07:15 |
Risultato raggiunto - Sciopero sospeso
Così recitava un volantino apposto nelle bacheche comunali a fine gennaio. Nelle settimane successive una nutrita delegazione sindacale ha intavolato una lunga trattativa che ad oggi ha conquistato qualche assunzione in più che ci sarà in tempi non ancora comprensibili (stiamo ancora attendendo le assunzioni del piano 2016 e siamo nel luglio 2017, tanto per dire) ed un tavolo sulle progressioni orizzontali che garantirà la progressione non a tutti, diciamo le cose come stanno, ma ad una buona parte del personale dell'ente. È questo quindi il risultato che si voleva raggiungere? Lasciateci esprimere, sotto il sole plumbeo dell'estate milanese, perplessità e sconcerto. Che senso ha chiedere di reinternalizzare servizi nel momento in cui si accettano i vincoli assunzionali imposti dalla normativa vigente? Che senso ha affermare al tavolo l'inopportunità del turn over (e spostare l'asse del dialogo sul fabbisogno) se poi non si promuove davanti ai lavoratori un'iniziativa per abbattere questo dannoso vincolo? Secondo il nostro punto di vista, tutto ciò non ha alcun senso. Se non ci si oppone al vincolismo si entra nel campo del velleitarismo, dove al più si apre una disfida fra settori nel conquistare una persona in più (a scapito di qualcun altro).
Risultato sospeso - Buone vacanze.
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Ultimo aggiornamento Martedì 25 Luglio 2017 08:22 |
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la Pecora Rossa n. 01-2016 |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 19 Settembre 2016 06:49 |
L'anno che verrà
“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà 3 volte Natale e festa tutto il giorno, ogni cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno”
Che sia arrivato il momento di ottenere il rinnovo del contratto? Di certo c’è solo lo stanziamento di 300 milioni di euro stanziato nella scorsa legge di stabilità e la richiesta da parte del sindacalismo confederale di 7 miliardi di euro.
La partita riguarda più di 3 milioni di dipendenti, un vero e proprio esercito. Sarebbe però sbagliato considerare la partita solo dal punto di vista dell’aumento salariale, come è stato fatto per altre categorie (prima fra tutti il contratto del commercio in cui si è tranquillamente monetizzata la perdita dei diritti col risultato di avere lavoratori al momento con qualche euro in più ma il cui grado di ricattabilità si è decuplicato).
Di fronte a noi abbiamo la riforma del pubblico impiego, non a caso parallela alle vicende del rinnovo contrattuale, e l’avvento del jobs act i cui effetti sul pubblico impiego son ravvisabili non tanto per i dipendenti assunti “normalmente” (per cui per ora il jobs act non ha effetto) bensì per tutti i dipen-denti derivati dalle miriade di appalti che al nostro fianco stanno collaborando a portare avanti la macchina burocratica. Il gotha dell’economia nazionale ci odia perché siamo troppo poco ricattabili, troppo poco supini, troppo poco sfrut-tabili. Siamo sotto attacco, lo siamo da tempo. Riusciremo quest’autunno a rompere l’assedio e promuovere una controffensiva? L’alternativa è il baratro, la precarizzazione totale e definitiva del lavoratore in funzione degli interessi del governo economico dell’esistente.
“E ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno”.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Settembre 2016 07:23 |
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la Pecora Rossa n. 03-2015 |
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Scritto da Administrator
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Domenica 14 Giugno 2015 00:00 |
Editoriale
Dopo 20 anni passati a servire la propria azienda (in maniera acritica) il ragionier Fantozzi decide di approfondire le suggestioni giuntegli dalla “pecora rossa”, Folagra: lavorare non è una gentile concessione dell’azienda ma, al contrario, è una prestazione che il lavoratore concede all’azienda (in cambio di una remunerazione).
Fantozzi reagisce in maniera tanto spontanea quanto individualista e velleitaria, lanciando un sasso contro la propria sede di lavoro. Una reazione inutile che rende però pensabile la rivincita di un personaggio pigro e scontato.
Sulla stessa lunghezza d’onda potremmo inserire le due mozioni RSU votate recentemente dall’assemblea plenaria RSU. Ovviamente, il lavoro che ci attende nei prossimi mesi consiste nel fornire a queste due mozioni un esito ben diverso dall’approssimativa reazione fantozziana.
La prima mozione riguarda le politiche occupazionali, su cui un sindaco stanco si è inserito con dichiarazioni sconcertanti nella comparsata a Matrix (uno dei tanti programmi spazzatura che la televisione ci propone ogni sera) affermando l’assenza di precari nella struttura comunale (solo per Expo2015 ne ha assunti più di duecento) e dimenticandosi il turnover come concetto e come impatto sull’azienda che in teoria rappresenta (la nostra). Il fabbisogno (dati forniti non dagli antagonisti berlinesi ma dalla stessa giunta) parla di 16.500 dipendenti (al momento siamo in 14.600). Da qui è necessario partire qualora la risposta alla richiesta di tavolo fosse accolta dall’amministrazione. In caso contrario, va da sé, siamo chiamati tutti e tutte alla mobilitazione.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Giugno 2015 10:18 |
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la Pecora Rossa n. 02-2015 |
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Scritto da Administrator
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Martedì 21 Aprile 2015 00:00 |
Expo2015 ovvero come “tritare” i diritti
Il neoministro della Repubblica Delrio annuncia con clamore che durante Expo 2015 e – per non farsi mancare niente – anche durante il Giubileo – che comincia all’inizio di Novembre – la necessità di sospendere gli scioperi per non disturbare i “Grandi Eventi” che traineranno la ripresa economica del Grande Paese… Come dire, al peggio non c’è fine. Dopo il Jobs Act, la Buona Scuola, l’Accordo del Luglio 2013 con i sindacati “amici” sulla flessibilità e le deroghe contrattuali ai tempi di Expò, gli accordi siglati dai sindacati confederali – e un po’ complici… – con Amsa, ATM e Comune di Milano per garantire uno “scambio” tra quattro soldi e molta flessibilità, arriva la richiesta più attesa – da Confindustria e amministrazioni pubbliche: non si sciopera durante i Grandi Eventi! Pisapia ha subito rassicurato il Governo: non si preoccupi Renzi con Delrio, gli accordi con i sindacati (complici) saranno sufficienti a garantire la “pace sociale” durante i mesi del Grande evento… Con molta umiltà cercheremo di deluderli. Ci impegniamo a portare un po’ di conflitto sociale nella Metropoli del Grande Evento – dal Salone del Mobile con la sua movida di plastica all’inaugurazione di Expo 2015 – costruendo la partecipazione di massa alle “ Cinque Giornate di Milano “ che cominceranno il 29 aprile ed arriveranno fino al 3 Maggio con l’assemblea conclusiva della mobilitazione nazionale ed europea che cercherà di portare in questa città la rimessa in discussione dei contenuti reali di Expo: debito, cemento, precarietà e sponsorizzazioni affidate a Mc Donald e Coca-Cola alla faccia della narrazione su “Nutrire il Pianeta”… Il nostro impegno a “guastare la festa” dei predatori del Pianeta riuniti in questa occasione in questa città continuerà nei sei mesi successivi: non rinunceremo ai nostri diritti, a partire da quello di scioperare per sostenere le nostre vertenze e dare risposte alle esigenze di lavoratori e precari. Quindi appuntamento per tutti e tutte per una grande MayDay di festa e di lotta, il 1° Maggio alle ore 14,30 in piazza XXIV Maggio a Milano!
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Ultimo aggiornamento Martedì 21 Aprile 2015 10:14 |
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