L’individuazione del preposto va compiuta con riferimento alle reali mansioni esercitate e alla posizione di supremazia. Il preposto deve pretendere dai lavoratori che si avvalgano delle misure di sicurezza fornite dall'imprenditore. Di Rolando Dubini.
L'individuazione del preposto
La individuazione dei destinatari delle norme antinfortunistiche “va compiuta non tanto in relazione alla qualifica rivestita nell'ambito dell'organizzazione aziendale ed imprenditoriale quanto, soprattutto, con riferimento alle reali mansioni esercitate che importino le assunzioni di fatto delle responsabilità a quelle inerenti, la qualifica e le responsabilità del preposto non competono soltanto ai soggetti forniti di titoli professionali o di formali investiture, ma a chiunque si trovi in una posizione di supremazia, sia pure embrionale, tale da porlo in condizioni di dirigere l'attività lavorativa di altri operai soggetti ai suoi ordini; in sostanza preposto può essere chiunque, in una formazione per quanto piccola di lavoratori, esplichi le mansioni di caposquadra al di fuori della immediata direzione di altra persona a lui soprastante”(Corte di Cassazione Penale, 6 luglio 1988 n° 7999, Chierici ed altro, in motivazione).
Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Novembre 2013 08:43
Con la sentenza 9 ottobre 2013, n. 22974 la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione torna a ribadire il postulato già più volte enunciato in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, secondo cui il diritto al riconoscimento della rendita prevista dalla normativa in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali (D.P.R. n. 1124/1965) implica uno stretto legame tra patologia e attività lavorativa, che si realizza soltanto se la malattia sia contratta nell’esercizio o a causa dell’attività lavorativa svolta, ovvero se, in presenza di fattori plurimi, la prestazione medesima costituisce “condicio sine qua non” della malattia.
Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Novembre 2013 08:27
Siglato in data di ieri 3 ottobre l'accordo, tra il comune di Milano e le organizzazioni sindacali, inerente il Fondo delle Risorse Decentrate per il personale non appartenente all’area separata della dirigenza - Anno 2013
Destinazione delle risorse al finanziamento di :
compensi di cui all’art. 17, co 2, lett. i) C.C.N.L. 01.04.1999 specifiche responsabilità 2013
compensi di cui all'art. 17, co. 2, lett. f) C.C.N.L. 01.04.1999 particolari responsabilità 2013
Dopo Espero e Sirio anche il fondo Perseo è divenuto realtà e nel bene o nel male ne dobbiamo tenere conto.
In tal modo i fondi previdenziali integrativi entrano nel pubblico impiego dopo la famigerata riforma del Tfr del 2007 che ha investito i lavoratori privati.
Noi non nascondiamo la nostra contrarietà e diffidenza verso questi strumenti.
Con questo opuscolo cercheremo di spiegarvi le nostre ragioni e di capire che relazione c’è fra la creazione dei fondi pensione e le riforme pensionistiche.
Ma procediamo passo dopo passo partendo dalle “origini”
E' uscito il bollettino Prendiamo la Parola n. 54 dei lavoratori del Comune di Milano del mese di ottobre 2013 si tratta in larga parte di un numero dedicato allo sciopero generale di venerdì 18 ottobre.
In questo numero:
Sull'orlo del precipizio;
18 ottobre 2013 Sciopero Generale;
Contro il blocco dei contratti;
Per il rilancio del sistema previdenziale pubblico
Il welfare non è un lusso
Per l'abolizione degli accordi fra Confederali e Confindustria
Aboliamo le leggi Fornero
Riduciamo le spese militari, no agli F35 e alla Tav
Lavoro nero e lavoratori neri
Concludendo è una questione di classe
Sempre meno dipendenti e servizi pubblici
la morte della contrattazione decentrata nel pubblico impiego
L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115!
La gente camminava in silenzio. D’improvviso qualcuno gridò rocamente il nome del Poeta e una sola voce a piena gola rispose Presente! Ora e sempre! Fu come avessero aperto una valvola e tutto il ...dolore, la paura e la rabbia di quei giorni fossero usciti dai petti e circondassero la strada e salissero in un terribile clamore fino ai neri nuvoloni del cielo. Un altro gridò: Compagno Presidente! E tutti risposero in un unico lamento, pianto di uomo: Presente! A poco a poco il funerale del Poeta si tramutò nell’atto simbolico di seppellire la libertà. Molto vicino ad Alba e a suo nonno, i cameramen della televisione svedese filmavano per inviare al gelido paese del Nobel la visione spaventosa delle mitragliatrici appostate ai due lati della strada, le facce della gente, la bara coperta di fiori, il gruppo di donne silenziose che si accalcavano alle porte dell’obitorio, a due isolati dal cimitero, per leggere la lista dei morti. La voce di tutti si levò in un canto e l’aria si riempì delle frasi proibite, gridando che el pueblo unido jamàs serà vencido, fronteggiando le armi che tremavano nelle mani dei soldati. Il corteo passò davanti a una costruzione e gli operai, gettando a terra i loro strumenti, si tolsero il casco e formarono una fila a testa bassa. Un uomo marciava con la camicia lacera ai polsini, senza gilé e con le scarpe rotte, recitando i versi più rivoluzionari del Poeta, con le lacrime che gli scendevano sulla faccia.
La casa degli spiriti, Isabel Allende.
Ultimo aggiornamento Martedì 24 Settembre 2013 18:07