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Mozione Assemblea 27 maggio 2010 PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Giugno 2010 08:18

MOZIONE ASSEMBLEA COMUNE DI MILANO. MAGGIO 2010

L'assemblea generale del personale del Comune di Milano si tiene mentre la più grave crisi economica internazionale degli ultimi 80 anni continua a produrre i suoi effetti sull’occupazione, sulla precarietà del lavoro, sui salari, sul sistema dei diritti, sulle dinamiche contrattuali.
*
La crisi ha avuto e avrà conseguenze anche sugli assetti economici, istituzionali e sociali del nostro paese, che saranno aggravate dalla manovra correttiva presentata dal governo e dalle incombenti proposte di federalismo contrattuale, con le sue implicazioni di divisione sociale, politica e geografica.

A tutti i lavoratori interessati da licenziamenti, cassa integrazione, dismissioni, delocalizzazioni va il nostro convinto sostegno, che si traduce in richiesta pressante di misure anticrisi rivolta a tutti i livelli della pubblica amministrazione, compresi i Comuni, per le funzioni di loro competenza.

A 40 anni dall’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, il Parlamento discute le norme sull’arbitrato, destinate a cambiare profondamente il diritto del lavoro in Italia, mentre nei comparti pubblici la legge Brunetta (che Milano sperimenterà con anticipo) riduce drasticamente il potere contrattuale, esclude in modo aprioristico molti lavoratori dal salario accessorio ed inasprisce il sistema sanzionatorio.

Si delinea un nuovo quadro generalizzato di restrizioni, che colpirà soprattutto il sistema delle autonomie locali, con una contrazione dei servizi e dei diritti dei cittadini e con il peggioramento delle condizioni salariali e normative.

Il Comune di Milano è pienamente all’interno di questo scenario di arretramento.

Per responsabilità del Sindaco Moratti e della sua Giunta, servizi di eccellenza sono oggi consegnati ad un processo di rapido decadimento qualitativo e quantitativo determinato soprattutto dal decremento degli organici.

Corrono questo rischio i servizi  funebri, per cui sembra scongiurata temporaneamente la privatizzazione ma non l’indebolimento organizzativo; le biblioteche, che hanno subito una drastica contrazione degli orari di apertura e soffrono di uno storico disconoscimento professionale; i servizi civici e amministrativi, in cui gli addetti non ricevono formazione e riqualificazione adeguate a garantire l’aggiornamento legislativo e la qualità dei servizi, e in cui cresce lo squilibrio tra le funzioni front office (e just in time)e quelle di back office, mentre i processi riorganizzativi si sono rivelati penalizzanti per i lavoratori e per gli utenti.

La gestione del patrimonio immobiliare comunale si contraddistingue per le gravi disfunzioni e la difficile gestione degli immobili, mentre il ricorso ai privati si è rivelato poco trasparente e inadeguato alle esigenze dell’utenza. Le politiche abitative sono asfittiche e segnano un arretramento proprio in un momento in cui la lievitazione dei valori immobiliari rispetto alle retribuzioni avrebbe richiesto la funzione calmierante dell’intervento pubblico.

I servizi all’infanzia hanno difficoltà a mantenere le attività educative su standard alti di qualità, per la mancata sostituzione del personale assente, in pensione o in mobilità verso lo stato e a causa di riorganizzazioni sbagliate che hanno diminuito le ore di compresenza. A questo si aggiunge l’incapacità di soddisfare le domande di iscrizione e l’allungarsi delle liste d’attesa, a cui il Comune risponde aumentando i bambini per sezione e snaturando le sezioni primavera e i micronidi.   
La mancanza di personale ausiliario negli asili nido non garantisce un livello adeguato di igiene e pulizia in questi ambienti, fa aumentare i carichi di lavoro e i rischi per la salute per i pochi ausiliari presenti. Nelle materne non è garantita più la regolare apertura e chiusura delle scuole, la sorveglianza degli ambienti ed il sostegno alle educatrici per lo svolgimento delle attività ludiche ed educative. Senza adeguate immissioni in ruolo, nei prossimi anni la situazione si aggraverà, per lo svuotamento dovuto ai pensionamenti e al trasferimento verso altri settori.

Altri servizi sono destinati ad una parziale o totale privatizzazione oppure ad una inesorabile smobilitazione. Nonostante la strenua battaglia condotta dal personale e dagli studenti del Gandhi, sono state chiuse tutte le scuole paritarie serali, nate 50 anni fa per permettere ai lavoratori di studiare, ed oggi esiste solo una costosissima offerta privata. Ora è a rischio l’offerta formativa diurna. Si paventa un affidamento per la scuola di Via Amoretti, una fusione per quella di via Giusti, la chiusura di una sezione del linguistico Manzoni, mentre altre scuole potrebbero essere associate alla FSCM. E soprattutto si denuncia il caso del Pacle, mandato ad esaurimento senza possibilità di riconversione. L’assessore ai servizi sociali  dichiara che l’offerta didattica non è competenza dell’ente e le voci di bilancio 2010 relative a “scuole civiche” e “personale centri formazione” vengono ridotte complessivamente di 2.500.000 euro, il che può comportare rischio di trasferimento per parte del personale. Intanto il Comune ignora le norme contrattuali e modifica ** le impegnative orarie dei docenti.

Una proposta di Fondazione, che negli anni passati era fallita per i musei d’arte, viene oggi ideologicamente ripresentata per i musei scientifici, eludendo la necessità di valorizzare e integrare le risorse di cultura e le alte specialità di cui questi istituti dispongono e privilegiando una gestione burocratica che non tiene conto delle finalità culturali degli istituti. Inoltre, in tutti i musei, è in atto un appesantimento dei carichi di lavoro nei turni diurni e notturni di custodia per fare fronte a carenze di organico strutturali e ormai al limite della crisi.

Nell’area informatica le riorganizzazioni che si sono succedute hanno finito per cedere pezzi importanti dei servizi, come il portale web, la cui qualità non è certo migliorata, mentre nessuna direzione ha investito sulle risorse interne. A qualche mese dall’avvio del censimento decennale del 2011, la Statistica – servizio di altissima professionalità – viene sfrattata dalla sua sede di via Duccio da Boninsegna, che il Comune ha deciso di cedere alla Milano Sport, società a cui, negli anni passati, aveva affidato i servizi sportivi, per consentirle di ripianare i suoi debiti.

I Servizi Sociali, in tutti i settori (minori, adulti, stranieri, anziani, disabili) assistono alla paradossale contraddizione tra l’incremento delle competenze istituzionali e la riduzione delle capacità organizzative e gestionali, con una conseguenza diretta sulla qualità del lavoro e sui livelli motivazionali. E questo avviene proprio mentre la città avrebbe bisogno di politiche di integrazione e di inserimento, rivolte alle fasce marginali della città, che sono in aumento, ed in particolare ai migranti. Le strutture residenziali per anziani sono state affidate a cooperative e il relativo personale – comandato fino al marzo 2011 – rischia di seguire il destino di privatizzazione del servizi. Si perderebbero in questo caso risorse specializzate che potrebbero invece rafforzare gli interventi socio sanitari rivolti ai cittadini.

A differenza del passato, Milano è una città che non vuole e non sa più integrare.

Anzi è una città che a volte esclude.

Occorre contrastare il tentativo di trasformare i “Ghisa” di Milano in una istituzione asservita alle idee di ordine pubblico del Vice Sindaco, valorizzando la tradizione democratica del corpo, destinando maggiori risorse ad una razionalizzazione e limitazione del traffico e ai controlli di regolarità dei cantieri, in una città dove prolifera lo sfruttamento della manodopera e in cui si muore ancora di lavoro.
E anche in quest’ambito occorre contrastare con più forza quelle esternalizzazioni (rimozioni) che hanno creato disservizi ed aumenti dei costi per i cittadini.

Occorre mantenere alto il livello di attenzione sul tentativo di affidare a privati le attività di progettazione delle opere pubbliche in vista dell'Expo 2015, contrastare il tentativo di svuotare dall'interno le competenze dell'Area Tecnica e salvaguardare e valorizzare la professionalità e l'esperienza del personale tecnico comunale.

Sul versante della sicurezza nei luoghi di lavoro manca ancora un forte intervento improntato alla logica preventiva dell’infortunio e ci si limita a gestire l’emergenza. L’intervento degli RLS con le loro segnalazioni potrebbe fare molto per anticipare l’evento dannoso. Purtroppo l’RLS è visto ancora dai Datori di Lavoro come una intrusione che produce sovvertimento organizzativo e non come una risorsa in grado di produrre sensibilità e cambiamento culturale finalizzato alla prevenzione.

L’assemblea esprime il rifiuto della manovra correttiva,che ha implicazioni dirette sulle condizioni lavorative, e chiede alla Rsu ed alle organizzazioni sindacali di organizzare mobilitazioni ripetute dei lavoratori dell’ente:

- Contro il congelamento dei rinnovi contrattuali, la proroga del blocco del turn over e i provvedimenti presenti nella manovra correttiva che penalizzano i lavoratori e i servizi pubblici;
- per un contratto nazionale che inverta la tendenza alla moderazione salariale degli ultimi rinnovi
- per un contratto integrativo che alimenti le risorse destinate al fondo e le investa integralmente nell’applicazione dei vari istituti contrattuali nell’anno di competenza;
- per ribadire la centralità del servizio pubblico attraverso un collegamento stretto tra la difesa e il miglioramento dei singoli servizi e le dinamiche salariali e occupazionali: il piano delle assunzioni, stabilizzazioni e riqualificazioni professionali 2010 deve essere adeguato alle necessità di tutti i servizi e compensare i pensionamenti, con un inversione rispetto alle restrizioni del 2009;
- per una opposizione senza tregua alle privatizzazioni in atto e per una reinternalizzazione dei servizi e lavori affidati a soggetti privati per i quali si registra un peggioramento qualitativo e/o un incremento dei costi, a cominciare dal reintegro del personale comandato delle Rsa
- per sostenere le vertenze aperte in tutti i settori

L’assemblea ribadisce

- la richiesta di audizione in Consiglio e di incontro immediato con i vertici dell’Amministrazione Comunale (rappresentanti di Giunta, direttore generale, direttore risorse umane) sulle tematiche dei servizi e del personale;
- la richiesta di una difesa strenua del diritto di sciopero ed il rispetto dello statuto dei lavoratori;
- l’obiettivo di una trattativa sulle politiche occupazionali che includa le problematiche di tutti i settori, come condizione vincolante per l’accordo;

L’assemblea conferisce mandato
- alla RSU ed alle organizzazioni sindacali tutte per attivare le procedure di conciliazione e per proclamare la mobilitazione generale del personale, fino allo sciopero generale***
- Invita le lavoratrici ed i lavoratori a sostenere le iniziative di mobilitazione dei lavoratori a favore di una diversa politica economica, che non colpisca i redditi da lavoro, le pensioni e i diritti dei lavoratori, e in particolare dei lavoratori pubblici. In particolare su salari e assunzioni occorre cambiare i provvedimenti governativi che impediscono di dare risposte positive ai lavoratori e ai servizi anche a livello di ente.

L’assemblea prende atto favorevolmente della decisione delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi educativi, dei servizi formativi e della vigilanza in sciopero della fame di interrompere la loro iniziativa in presenza di una unitaria volontà di mobilitazione dei lavoratori dell’ente.


Mozione votata all’unanimità, con due astenuti

*Tolto pezzo sulle richieste dell’Europa alla Grecia
**tolto l’avverbio unilateralmente
*** tolta la limitazione “di ente”, dopo votazione unanime

leggi la mozione in formato pdf

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Agosto 2011 13:51
 
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